16 gennaio 2012
15 gennaio 2012
Di questo ho voglia.
Ho voglia di distruggermi, ho voglia di sentire dolore, ho voglia di tagliarmi, ho voglia di vedere il sangue sulle braccia e sentire le ferite che bruciano, ho voglia di abbuffarmi e vomitare, ho voglia di sentire il cibo che sale dallo stomaco e sfogare tutto quello che c'è chiuso dentro, ho voglia di annullarmi, ho voglia di piangere, ho voglia di urlare, ho voglia di sparire, ho voglia di diventare niente, ho voglia di camminare sotto il sole e non lasciare ombra dietro di me, ho voglia di ferirmi in qualsiasi modo, di non farmelo mai bastare, ho voglia di prendere a pugni qualsiasi cosa, ho voglia di ubriacarmi fino a svenire, ho voglia di anestetizzarmi, ho voglia di collassare, ho voglia di spegnermi, ho voglia di qualsiasi cosa mi possa danneggiare, ho voglia di buttarmi giù, ho voglia di farmi male. Tanto male.
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31 dicembre 2011
Suicide soundtrack
Mi sento così vuota, mi sento che non me ne frega niente di me, che vorrei toccare il fondo e non risalire, che non ne vale la pena, non ho entusiasmo e se penso di farmi male, la cosa non mi sconvolge affatto. Stavo ascoltando una canzone, l'altro giorno, e la scena che mi è venuta in mente è quella di un film in cui c'è una ragazza che decide di impiccarsi e mette un vinile a ripetizione continua e l'amica la trova così: col vinile che continua a suonare e lei in bagno con la corda intorno al collo.
Ho pensato che quella che stavo ascoltando sarebbe stata una canzone perfetta da mettere come sottofondo.
Ho pensato che quella che stavo ascoltando sarebbe stata una canzone perfetta da mettere come sottofondo.
19 dicembre 2011
Life is a blur..
Vorrei stare sulla spiaggia, d'inverno, a guardare il cielo grigio e respirare l'odore del mare fino a bruciarmi i polmoni col sale che ti pizzica le narici; vorrei stare sulla riva, aprire le braccia e godermi l'aria fresca, il rumore delle onde che mi fa sentire libera; vorrei correre sulla spiaggia e non pensare a niente, correre fino a non avere più fiato e urlare fino a non avere più voce; vorrei inseguire il vento sulla riva, al galoppo in libertà, sempre più veloce, sempre più libera, sentirmi il cuore che batte, che esplode, che va al ritmo dei passi del cavallo, della sua corsa sfrenata che è anche la mia, verso l'orizzonte, quale che sia, quanto dista non ha importanza; vorrei piangere e piangere e piangere finchè non ho più lacrime e lo stesso, dopo, continuare a piangere per tutta la gioia e la libertà che vorrei sentire dentro, per la tristezza che sento scorrer via, per la vita che ho, per il dolore che in quell'attimo dimentico; vorrei correre, correre e correre, scappar via, per un attimo dedicarmi a me, alla mia libertà, pretenderla solo per un attimo, senza sentirmi in colpa o in dovere; vorrei le onde infrangersi con forza e vorrei lasciare a loro tutta la rabbia che ho dentro, sbatterla via su uno scoglio, violentemente e lasciarla lì a esser portata via dai flutti e dal vento che mi spettina i capelli; vorrei non mi importasse di niente, del tempo e dello spazio, vorrei urlare che questa vita è mia e ne faccio quello che mi pare, vorrei sentirmi libera solo per un attimo, solo per un attimo di questa esistenza che altro non è che una macchia confusa di tutto, di cose che si mescolano tra loro ed emozioni che si intersecano, istanti che fuggono e non tornano più; vorrei sentirmi leggera e correre, correre a braccia aperte senza importarmi dove vado, cosa succederà, solo questo, godermi questo momento per sempre; vorrei sentire i piedi sul bagnasciuga, scappare dall'acqua fredda delle onde che mi inseguono e rotolarmi sulla sabbia, giocare con il cane e ridere con lui di quanto è semplice questa giornata; e piangere, piangere di questa semplicità che non ho mai conosciuto e urlare, urlare che è così che vorrei la mia vita, non mi importa di niente altro, solo queste cose, la libertà dentro, la spinta a correre e la forza di piangere, un cane con cui condividere le corse e una cavallo per correre ancora più veloce, sentire l'aria fresca sul viso e gli schizzi d'acqua sulle gambe; sentire qualcosa che mi esploda dentro sapendo che non finirà, che non morirà come invece è sempre, sapere che c'è, che è possibile, che la libertà esiste anche per me, che me la potrei concedere, che potrebbe essere solo mia, che questa vita sfuocata e imperfetta va bene anche così, senza imposizioni, senza bisogno di dovermi sempre dire "devo, devo, devo..", la voglio una vita sfuocata, che mi emozioni sempre, che mi faccia sentire la libertà dentro e che mi faccia salire le lacrime agli occhi per le piccole cose, che mi faccia galoppare e mi faccia sentire la spensieratezza, le urla di una libertà che non conosco, le lacrime per la felicità di viverla.
Life is a blur..
Life is a blur..
16 dicembre 2011
Fallin' down..
Mi sento cadere, giù, sempre più giù, come se mi vedessi dall'alto precipitare in un burrone e mentre vado giù e giro su me stessa vorticosamente sento il rumore dell'aria che si sposta, come le pale di un elicottero che prendono velocità. Sempre più giù, sempre più buio, sempre più veloce, sempre più veloce. Ci potrà mai essere niente che mi possa far risalire? Non mi fermo, vado giù e basta, non ce la faccio, forse non voglio, fa paura risalire, fa paura andare avanti, fa paura e forza non ne ho, mi lascio andare, cadere, precipitare. Non mi basta più niente, non mi basta più il male che mi faccio, i tagli non sono più sufficienti, c'è sempre una voce che mi dice di continuare, che potrei fare di più, che potrei farmi più male, che fermarmi è sprecato, che fermarmi sarebbe una colpa, mi spinge sempre più in fondo, sempre oltre, non si accontenta, non si sazia, mi vuole sempre più sprofondata, mi accompagna in bagno a vomitare l'anima, a farmi bruciare la gola, a farmi male allo stomaco, a spingere qualsiasi cosa di tagliente ci sia intorno a me e il sangue non basta che lo veda una volta, mi dice "continua, continua.."mi martella in testa: non mi oppongo, spingo la lama e vaffanculo, stai zitta, basta che la smetti, tieniti tutto il sangue che ti pare, tutti i maledetti fottuti tagli che vuoi, tutto il vomito che chiedi, che cazzo, basta che la smetti di sussurrarmi, basta che la pianti di torturarmi l'anima. Ti puoi prendere tutto il braccio, se ti va, godici a vedermi così che forse ci godo pure io, forse mi piace, forse me lo stai facendo piacere, forse più taglio e più mi sento fottutamente libera da chissà quale cazzo di peso che mi ingombra dentro..o forse no, che me ne frega, fa quel cazzo che ti pare, ormai. Spingimi più giù, non sto cadendo troppo lentamente? Dammi una spinta, così la finiamo, l'agonia è più atroce della fine stessa, in fondo, no? Cosa vuoi? Fammi male, dai, continua, continua, non mi importa, dai, cazzo, che aspetti? O sei troppo debole per farlo? DAI, MANDAMI GIU', che non ti costa niente, quanto è profonda questa cazzo di fossa? Porgimi la lama, che ad alzare la manica non ci impiego niente: come il tossico con la spada, in cerca di un estasi che lo allevii da quello che ha dentro, dal vuoto che incombe, che pesa come un macigno, da qualcosa che mi manca, ma che allo stesso tempo è troppo di tutto, che non so gestire, emozioni e sensazioni che non so controllare, che non riesco a placare, che lascio andare troppo, che mi sovrastano e mi confondono.
A volte sento tutto, troppo, a volte non sento niente, mi annullo, mi svuoto, mi spengo, forse tu in fondo stai solo guardando e la spinta in realtà me la sto dando da sola, mentre cado mi giro a pancia in sù, ti guardo dal basso, tu sull'orlo di quel precipizio mi tieni d'occhio, non riesco a scorgerlo, ma so che hai un ghigno leggero sulle labbra, chiudo gli occhi e serro i denti, so che l'impatto al suolo sarà forte, che la schiena farà male, che si sentirà un tonfo sordo, che mi guarderai soddisfatta e contemplerai lo spettacolo per un po', prima di girarti e andare via o scendere giù a raccogliere i cocci: atterrerò a braccia aperte e l'urto mi toglierà il fiato, lo so, così serro i pugni e chiudo gli occhi...
A volte sento tutto, troppo, a volte non sento niente, mi annullo, mi svuoto, mi spengo, forse tu in fondo stai solo guardando e la spinta in realtà me la sto dando da sola, mentre cado mi giro a pancia in sù, ti guardo dal basso, tu sull'orlo di quel precipizio mi tieni d'occhio, non riesco a scorgerlo, ma so che hai un ghigno leggero sulle labbra, chiudo gli occhi e serro i denti, so che l'impatto al suolo sarà forte, che la schiena farà male, che si sentirà un tonfo sordo, che mi guarderai soddisfatta e contemplerai lo spettacolo per un po', prima di girarti e andare via o scendere giù a raccogliere i cocci: atterrerò a braccia aperte e l'urto mi toglierà il fiato, lo so, così serro i pugni e chiudo gli occhi...
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