7 ottobre 2011
Andata in fumo
Inizio a scrivere e già vivo di sogni, immagino e vorrei trascrivere scene che mi appaiono in mente, paesaggi, situazioni e luoghi che vorrei facessero parte della mia realtà..ma non è così. So, ne sono pienamente cosciente che sto vivendo di fumo, fumo acre di quello che incessantemente e ostinatamente ti brucia gli occhi fino a farteli lacrimare. Ma non è il fumo, sono io. Piangerei ugualmente anche se fosse una splendida giornata di sole, o una notte limpida e fresca piena di stelle. Il mio cuore è in fumo, la mia anima è in fumo, io sono in fumo dentro. Completamente, intensamente grigio; nemmeno nero che significherebbe rabbia di quella cattiva e vendicativa, no, solo un semplice e orribile e insipido grigio fumo intenso, pesante, compatto, pungente. Lo vedo, come un nuvolone grande che invade tutto, che occupa tutto. So che dietro c'è qualcosa, dietro c'è sempre qualcosa, anche il cielo più cupo e buio nasconde la luce, so che in fondo a quel grigio le emozioni ci sono, sono lì, ma non le percepisco come vorrei, non le vivo, le vedo, le riconosco, ma non me le godo, lascio che ci divida questa coltre di fumo e lascio che sia lei a prevalere. Appena sfioro un'emozione, lascio che si interponga il grigio perchè non sono forte abbastanza da voler essere felice di aver provato qualcosa, non sono abbastanza coraggiosa, non voglio lasciarmi andare, non posso permettermelo. Mi fa paura, tanta, mi fa tremare dalla paura, mi fa contrarre i muscoli e mi fa tendere come una tigre che si prepara all'agguato, in questo caso il mio agguato sono io: mi attacco da sola, da sola riesco a farmi fuori. Dico che voglio vivere di emozioni, dico che ne ho bisogno, ma in fondo le vivo già, ogni giorno, dalla più banale alla più forte, ma questo mi fa una fottuta paura e perciò mi è più facile negare che lo stia già facendo per non affrontarle. Vivo in un continuo di illusioni e di sogni che vorrei fossero realtà. In verità i miei sogni son troppi, tutti diversi, tutti liberi e al contempo incatenati. Mi sto distruggendo e nella maniera più dolce che ci possa essere: sognando. Vedo qualcosa e sogno di poerla avere io, ma non parlo di oggetti, non intendo in maniera materialista, parlo di libertà dell'anima, parlo di leggerezza in me stessa, semplicemente di felicità, quella che ora non ho, che nessuno può darmi, che per forza dovrò trovare in me stessa, per quanto faccia male, per quanto sia dolorosa la ricerca e per quanto questa comporti fatica e tenacia e dolore e rinunce. E' strano, dover cercare la felicità in un modo così spietatamente sofferente, è ancora più strano che lei non mi appartenga, che non sia naturalmente mia, che non faccia parte di me. E se anche così fosse, dov'è ora? Dove l'ho perduta? In quale sentiero l'ho lasciata indietro? Non posso tornare indietro a prenderla, la strada è troppo tortuosa per farla a ritroso, rischierei di perdermi anche una volta ritrovata e così poi la perderei nuovamente. Potrei cercare di far crescere qualche pezzettino di pseudo felicità che ancora aleggia nel mio cuore, ma non c'è niente in me stessa che mi dia la forza di farlo, fuori è inutile cercare, so che deve partire da me per forza, prenderlo dall'esterno sarebbe solo una merea illusione, l'ennesima, e avrebbe la durata di un sospiro, di quelli che si esalano in quel secondo in cui si ha appena attraversato una magnifica, breve esperienza di qualsiasi tipo, che abbia dato la sensazione di essere vivi, e quest'attimo dura pochissimo, solo il tempo di accorgersene a mala pena. Non ne sono capace, di godermi la consapevolezza di essere libera, mi dimentico di esserlo, me lo devo ricordare continuamente, scordandomelo ripetutamente. Non sono felice, ecco la realtà, o a volte lo sono ma non nel modo che vorrei, non nell'intensità e nella maniera di vivermi questo benessere, mi anestetizzo, mi svuoto, non mangio o vomito, tanto vuoto per vuoto poco mi cambia, poco mi importa. Forse un giorno ci sarà, quel qualcosa che nascerà in me, che io lo cerchi o che nasca da solo, sboccierà da tutto questo grigio che mi fa lacrimare gli occhi, che mi soffoca il respiro, che mi annienta dentro, forse un giorno..
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27 settembre 2011
Illusioni senza ali
Ora basta, come si può vivere così, come si può pensare di andare avanti così, con questa cosa che mi preme e va e viene a tratti, non reggo più..ho un'angoscia dentro, mischiata a rabbia, rimpianto e tanta voglia di piangere.
non c'è niente nella vita, niente che mi scuota, niente che mi faccia venir voglia di provare emozioni, trascorro i giorni aspettando qualcosa, nel frattempo mi crogiolo in sogni e ricordi di una vita vissuta e di quella che vorrei vivere, ma appena apro gli occhi, è sempre lo stesso paesaggio, la stessa realtà, niente di nuovo, di carico, che mi faccia sentire una luce dentro. L'unica emozione che provo è quando immagino che le cose potrebbero essere diverse, ma mi sento legata, non libera, carcerata in me e nelle cose che mi circondano, come se vivessi nella speranza e che questa illusione mi mantenga in piedi, ma è solo una schifosa illusione, è solo tutto frutto della mia immaginazione, che poi non immagino niente in fondo, niente di concreto, solo emozioni, sensazioni che vorrei provare, mi basta quello. Qualcosa che mi sconvolga, che ogni giorno sia nuovo, che ogni giorno possa provare qualcosa di forte, di potente solo per me stessa, ma forse chiedo l'impossibile, alla fine la vita è fatta di routine, delle stesse cose, forse chiedo troppo, forse mi devo abituare al fatto che quello che desiderio non si possa avere, perchè semplicemente nessuno in fondo ce l'ha, vivere di emozioni non è possibile, seguirle non è possibile, fare quello che ti dettano dall'anima non è possibile, forse devo semplicemente accontentarmi di vivere quello che viene dall'esterno e provare emozioni solo per questo, non per niente che venga da dentro me, perchè è così che funziona, le cose arrivano dal mondo e poi ci si sente tristi o arrabbiati o felici, ma non succede che da un'emozione che si prova si faccia qualcosa nel mondo. Un atteggiamento un po' passivo, è vero, ma mi sono quasi convinta che il turbinio di emozioni di cui sono alla ricerca non possa crearmelo da sola e ad aspettare non penso succeda niente, mi dovrò accontentare di queste pseudo sensazioni che la vita monotona e confusionaria e noiosa e leggermente movimentata a volte mi propone, senza fantasticare di altro, dovrei volare basso, rasoterra, diciamo proprio camminare e già che sto camminando che me ne faccio delle ali se volare non mi è possibile? Le poggio qua, in un angolino, si riempiranno di polvere, me ne dimenticherò e col tempo si rovineranno e diventeranno rigide, scolorite. Poi un giorno le troverò, rovistando tra vecchi ricordi e le prenderò in mano, le soppeserò e le guarderò di sbieco, mi arrabbierò perchè avevo qualcosa che non potevo usare, mi arrabbierò con me stessa e col mondo o chi per lui che mi ha fornito queste ali inutilmente, piangerò perchè questi tempi saranno ormai andati, piangerò perchè quelle ali sono andate sprecate e non poteva essere altrimenti, piangerò perchè ho sempre preteso troppo da me stessa, non mi sono mai accontentata, perchè ho sempre voluto di più, ma non per ingordigia o egoismo, semplicemente perchè la monotonia mi uccide, perchè vivo di emozioni, ma non ne trovo da nessuna parte, perchè rovisto sempre nello stesso schifo, mi sento triste e spenta e vomito continuamente questa infelicità, ma un rimedio non lo troverò mai. Quelle ali stanno lì, ferme come me, tatuate sul braccio, prima potevo leggerci "life" in mezzo, ora mi viene una gran voglia di ribaltarlo, ma non importa, andrà avanti così, forse un giorno non mi preoccuperò più di niente e potrò indossare quelle ali, provare a farci un salto, a planare sulla superficie di un lago in mezzo alle montagne. Forse un giorno mi guarderò indietro e dirò che di tempo ne ho sprecato tanto, negli anni migliori, li ho buttati al vento, dirò che son stata troppo poco per me, che non ho Vissuto, che non ho seguito i miei stupidi sogni, che non ho urlato contro il mondo quando ne avevo voglia, che non mi sono arrabbiata abbastanza quando ne avevo il diritto, che non ho gioito a sufficienza quando era il momento, che semplicemente non ho volato, le ho lasciate rovinarsi quelle ali..un giorno dirò così, ora quello che cerco mi sembra così lontano e fuori dal comune che mi chiedo come possa immaginare qualcosa che in fondo non vedo e non posso avere. Non importa, al posto che planare sul lago di montagna, mi siedo qui in riva al mare, l'acqua è limpida e calma, il sole sta calando e dona al cielo quel leggero colore rossastro con sfumature arancioni. Le barche ormeggiate ondeggiano leggermente sull'increspatura della superficie dell'acqua, fa fresco, c'è quella brezza di fine estate che sa di aria leggera e ti fa respirare a fondo i profumi del mare, non odo rumori, solo a volte l'acqua che si poggia sulla riva accarezzandola dolcemente, mi rilassa, poggio la testa sulle ginocchia e guardo l'orizzonte, mi chiedo cosa ci sia da quella parte, piango, non so perchè, ma piango, piano in silenzio, scendono le lacrime. Si ferma il tempo, penso a quelle ali lasciate in quell'angolo, mi rannicchio e le lascio lì..
non c'è niente nella vita, niente che mi scuota, niente che mi faccia venir voglia di provare emozioni, trascorro i giorni aspettando qualcosa, nel frattempo mi crogiolo in sogni e ricordi di una vita vissuta e di quella che vorrei vivere, ma appena apro gli occhi, è sempre lo stesso paesaggio, la stessa realtà, niente di nuovo, di carico, che mi faccia sentire una luce dentro. L'unica emozione che provo è quando immagino che le cose potrebbero essere diverse, ma mi sento legata, non libera, carcerata in me e nelle cose che mi circondano, come se vivessi nella speranza e che questa illusione mi mantenga in piedi, ma è solo una schifosa illusione, è solo tutto frutto della mia immaginazione, che poi non immagino niente in fondo, niente di concreto, solo emozioni, sensazioni che vorrei provare, mi basta quello. Qualcosa che mi sconvolga, che ogni giorno sia nuovo, che ogni giorno possa provare qualcosa di forte, di potente solo per me stessa, ma forse chiedo l'impossibile, alla fine la vita è fatta di routine, delle stesse cose, forse chiedo troppo, forse mi devo abituare al fatto che quello che desiderio non si possa avere, perchè semplicemente nessuno in fondo ce l'ha, vivere di emozioni non è possibile, seguirle non è possibile, fare quello che ti dettano dall'anima non è possibile, forse devo semplicemente accontentarmi di vivere quello che viene dall'esterno e provare emozioni solo per questo, non per niente che venga da dentro me, perchè è così che funziona, le cose arrivano dal mondo e poi ci si sente tristi o arrabbiati o felici, ma non succede che da un'emozione che si prova si faccia qualcosa nel mondo. Un atteggiamento un po' passivo, è vero, ma mi sono quasi convinta che il turbinio di emozioni di cui sono alla ricerca non possa crearmelo da sola e ad aspettare non penso succeda niente, mi dovrò accontentare di queste pseudo sensazioni che la vita monotona e confusionaria e noiosa e leggermente movimentata a volte mi propone, senza fantasticare di altro, dovrei volare basso, rasoterra, diciamo proprio camminare e già che sto camminando che me ne faccio delle ali se volare non mi è possibile? Le poggio qua, in un angolino, si riempiranno di polvere, me ne dimenticherò e col tempo si rovineranno e diventeranno rigide, scolorite. Poi un giorno le troverò, rovistando tra vecchi ricordi e le prenderò in mano, le soppeserò e le guarderò di sbieco, mi arrabbierò perchè avevo qualcosa che non potevo usare, mi arrabbierò con me stessa e col mondo o chi per lui che mi ha fornito queste ali inutilmente, piangerò perchè questi tempi saranno ormai andati, piangerò perchè quelle ali sono andate sprecate e non poteva essere altrimenti, piangerò perchè ho sempre preteso troppo da me stessa, non mi sono mai accontentata, perchè ho sempre voluto di più, ma non per ingordigia o egoismo, semplicemente perchè la monotonia mi uccide, perchè vivo di emozioni, ma non ne trovo da nessuna parte, perchè rovisto sempre nello stesso schifo, mi sento triste e spenta e vomito continuamente questa infelicità, ma un rimedio non lo troverò mai. Quelle ali stanno lì, ferme come me, tatuate sul braccio, prima potevo leggerci "life" in mezzo, ora mi viene una gran voglia di ribaltarlo, ma non importa, andrà avanti così, forse un giorno non mi preoccuperò più di niente e potrò indossare quelle ali, provare a farci un salto, a planare sulla superficie di un lago in mezzo alle montagne. Forse un giorno mi guarderò indietro e dirò che di tempo ne ho sprecato tanto, negli anni migliori, li ho buttati al vento, dirò che son stata troppo poco per me, che non ho Vissuto, che non ho seguito i miei stupidi sogni, che non ho urlato contro il mondo quando ne avevo voglia, che non mi sono arrabbiata abbastanza quando ne avevo il diritto, che non ho gioito a sufficienza quando era il momento, che semplicemente non ho volato, le ho lasciate rovinarsi quelle ali..un giorno dirò così, ora quello che cerco mi sembra così lontano e fuori dal comune che mi chiedo come possa immaginare qualcosa che in fondo non vedo e non posso avere. Non importa, al posto che planare sul lago di montagna, mi siedo qui in riva al mare, l'acqua è limpida e calma, il sole sta calando e dona al cielo quel leggero colore rossastro con sfumature arancioni. Le barche ormeggiate ondeggiano leggermente sull'increspatura della superficie dell'acqua, fa fresco, c'è quella brezza di fine estate che sa di aria leggera e ti fa respirare a fondo i profumi del mare, non odo rumori, solo a volte l'acqua che si poggia sulla riva accarezzandola dolcemente, mi rilassa, poggio la testa sulle ginocchia e guardo l'orizzonte, mi chiedo cosa ci sia da quella parte, piango, non so perchè, ma piango, piano in silenzio, scendono le lacrime. Si ferma il tempo, penso a quelle ali lasciate in quell'angolo, mi rannicchio e le lascio lì..
25 settembre 2011
Nostalgia..
Ci son giorni che mi assale la nostalgia di tutto, di cose vissute e di cose che non vivrò mai, di strade percorse e di quelle che ho abbondanato, di scelte fatte e di quelle mai intraprese. Ci son giorni che mi assale una malinconia così forte che fa così male che penso sia un dolore più grande di tanti altri che ho già vissuto perchè è un dolore così profondo e fitto che penso possa fermarmi il cuore da quanto è straziante. E' una nostalgia che mi prende di tanto in tanto, una nostalgia che credo faccia parte di me, ma che vorrei non esistesse, vorrei non conoscere questa sensazione, perchè è una sensazione di sconforto, di infelicità, di paura, di tristezza, di dolore, di impotenza. E' qualcosa che mi blocca, mi fa mancare la forza di voler continuare, di voler lottare ancora, qualunque sia la battaglia, mi fa sentire triste, mi fa sentire senza forza, senza volontà, mi fa sentire talmente giù che il desiderio di provare una felicità per qualcosa, mi sembra così lontano e irraggiungibile, che mi abbatto ancora di più proprio perchè so che non è facile da raggiungere, quella felicità che a volte mi appare nei sogni. Forse sogno troppo, sogno troppo alto, sogno cose che non posso avere, che non potrò rivivere. Mi aggrappo ai ricordi così fortemente che non accetto che siano e rimangano solo ricordi, ho bisogno di farmi sogni nuovi, di poter fantasticare su cose future e non su quelle passate.
In realtà un sogno ce l'ho, un qualcosa che vorrei fare nella mia vita: vorrei intraprendere un viaggio in solitario a cavallo, ma forse tra qualche decina d'anni mi renderò conto che era solo un sogno di quelli che fanno le ragazzine adolescenti, quando pensano di poter fare tutto nella vita, quando si ha ancora l'innocenza di credere di essere le persone più forti su questa terra, quando ancora non si conosce la vita, quando ancora non si è state travolte dallo schifo che ci riserva l'esistenza. Quando ancora non si conosce la vera tristezza, l'angoscia, la malinconia, il dolore che ti lacera il petto, quando non si hanno pensieri, ma si ride e basta, solo per il gusto di ridere. Ora non è più così, è vero, magari rido e posso pure essere felice a momenti, ma c'è sempre qualcosa dentro che mi stringe il cuore, qualcosa che non riesco a mandar via, qualcosa che ancora mi fa sentire sempre piena, qualcosa che mi impedisce di vivermi e godermi la giornata, qualcosa che non mi ferma dall'andare a vomitare, qualcosa che dentro mi fa sentire spenta. Sopravvivo per ora e penso che forse un giorno passerà, forse un giorno la nostalgia scomparirà, la malinconia e la tristezza se ne andranno e forse così mi sentirò un po' più leggera dentro, più libera, semplicemente più felice.
In realtà un sogno ce l'ho, un qualcosa che vorrei fare nella mia vita: vorrei intraprendere un viaggio in solitario a cavallo, ma forse tra qualche decina d'anni mi renderò conto che era solo un sogno di quelli che fanno le ragazzine adolescenti, quando pensano di poter fare tutto nella vita, quando si ha ancora l'innocenza di credere di essere le persone più forti su questa terra, quando ancora non si conosce la vita, quando ancora non si è state travolte dallo schifo che ci riserva l'esistenza. Quando ancora non si conosce la vera tristezza, l'angoscia, la malinconia, il dolore che ti lacera il petto, quando non si hanno pensieri, ma si ride e basta, solo per il gusto di ridere. Ora non è più così, è vero, magari rido e posso pure essere felice a momenti, ma c'è sempre qualcosa dentro che mi stringe il cuore, qualcosa che non riesco a mandar via, qualcosa che ancora mi fa sentire sempre piena, qualcosa che mi impedisce di vivermi e godermi la giornata, qualcosa che non mi ferma dall'andare a vomitare, qualcosa che dentro mi fa sentire spenta. Sopravvivo per ora e penso che forse un giorno passerà, forse un giorno la nostalgia scomparirà, la malinconia e la tristezza se ne andranno e forse così mi sentirò un po' più leggera dentro, più libera, semplicemente più felice.
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4 agosto 2011
Bianco- azzurro
Meno male che non ho mangiato, vomiterei anche l'anima, se ne è ancora rimasto qualcosa. Ormai la sto consumando e sinceramente non me ne fotte un cazzo di niente. Vorrei sparire, eclissarmi, non sentire niente, anestetizzarmi, annullarmi, non essere nient'altro che niente. Sono stanca di questa rabbia, ma forse in fondo è l'unica cosa che mi mantiene ancora in piedi, l'unico stimolo che sento dentro e mi ha stancata.. Vorrei poter vomitare tutto, emozioni, sensazioni, sensi di colpa, tristezza.. tutto, completamente. Ma ogni volta che esco dal bagno è sempre la stessa cosa ormai.. a volte vorrei finisse subito, altre non riuscirei mai a fermarmi, se non fosse che appunto, l'anima non la posso gettare nel cesso. Non me ne fotte più niente, non ho voglia di rialzarmi, non ho voglia di provarci ora, mi lascio sprofondare, mi lascio andare, tanto a sopravvivere durante la giornata ci si riesce sempre, un sorriso di qua e uno di là e la giornata scorre uguale a tante altre.. Tanto, sorridere per cosa? Il peso dentro al petto e il groppo in gola lo sento sempre e comunque, lo stomaco è sempre pieno di qualcosa che non è cibo, qualcosa che ti sazia più di qualsiasi altro piatto appetitoso che ci possa essere, qualcosa che ti fa sentire sempre troppo: troppo stanca, troppo grassa, troppo arrabbiata, troppo piena, troppo sazia, troppo di qualsiasi fottuta cosa, emozione, stato d'animo..
La mattina è la parte peggiore della giornata, perchè nonostante faccia caldo appena sveglia, sento un freddo dentro che mi ghiaccia, parte sin dalle ossa e sale sulla pelle, mi fa tremare, mi fa venire i brividi.. conosco questo freddo, lo conosco bene, so che anche sotto il sole non passerebbe, è la parte dentro me che pian piano si sta raffreddando, si sta lasciando andare.
Si lascia cadere in un posto di quel bianco azzurro come il ghiaccio, in quel posto dove non c'è niente, quel posto duro e freddo lontano da tutto e da tutti, lontano da me, quel posto talmente bianco e limpido che mi acceca, non c'è il sole, si vede solo tutto questo immenso chiarore, che a prima vista può sembrare un luogo adatto dove trovare la pace, ma alla fin fine tutto questo bagliore stanca, non fa vedere nient'altro che ghiaccio, una distesa sconfinata di ghiaccio. Sono stesa a terra e guardo il cielo: è bianco azzurro. Giro la testa a destra e a sinistra: lo stesso colore bianco azzurro, sotto la schiena sento il duro del ghiaccio, è viscido, leggermente umido, di uno strano bianco opaco, non ne percepisco il freddo, ma sfiorandolo, sulla punta delle dita e sul palmo della mano sento che è gelido.. nonostante sia un posto così limpido e chiaro, mi sembra di stare nell'oscurità più profonda. Sto ferma, immobile, sempre stesa a terra, non mi va di girarmi, non mi va di alzarmi, di mettermi a cercare: da qui, fin dove riesco ad arrivare con lo sguardo, fino all'orizzonte, non c'è assolutamente niente. Aspetto, che cosa non lo so, ora non ho forza, sto stesa e basta, lascio vagare lo sguardo, a volte fantastico qualcosa che intorno non c'è, mi immagino emozioni che non provo, lascio libera la mente, ma quando torna indietro, il paesaggio è sempre quello, il bianco è bianco, il freddo è freddo e il niente rimane niente. Mi sento tanto triste.. forse le lacrime che scendono sono il gelo che a volte riesce a sciogliersi dentro me... ma fa ugualmente freddo.
Guardo il cielo sopra di me, mi sento sempre più triste.. sempre più triste..chiudo gli occhi.
La mattina è la parte peggiore della giornata, perchè nonostante faccia caldo appena sveglia, sento un freddo dentro che mi ghiaccia, parte sin dalle ossa e sale sulla pelle, mi fa tremare, mi fa venire i brividi.. conosco questo freddo, lo conosco bene, so che anche sotto il sole non passerebbe, è la parte dentro me che pian piano si sta raffreddando, si sta lasciando andare.
Si lascia cadere in un posto di quel bianco azzurro come il ghiaccio, in quel posto dove non c'è niente, quel posto duro e freddo lontano da tutto e da tutti, lontano da me, quel posto talmente bianco e limpido che mi acceca, non c'è il sole, si vede solo tutto questo immenso chiarore, che a prima vista può sembrare un luogo adatto dove trovare la pace, ma alla fin fine tutto questo bagliore stanca, non fa vedere nient'altro che ghiaccio, una distesa sconfinata di ghiaccio. Sono stesa a terra e guardo il cielo: è bianco azzurro. Giro la testa a destra e a sinistra: lo stesso colore bianco azzurro, sotto la schiena sento il duro del ghiaccio, è viscido, leggermente umido, di uno strano bianco opaco, non ne percepisco il freddo, ma sfiorandolo, sulla punta delle dita e sul palmo della mano sento che è gelido.. nonostante sia un posto così limpido e chiaro, mi sembra di stare nell'oscurità più profonda. Sto ferma, immobile, sempre stesa a terra, non mi va di girarmi, non mi va di alzarmi, di mettermi a cercare: da qui, fin dove riesco ad arrivare con lo sguardo, fino all'orizzonte, non c'è assolutamente niente. Aspetto, che cosa non lo so, ora non ho forza, sto stesa e basta, lascio vagare lo sguardo, a volte fantastico qualcosa che intorno non c'è, mi immagino emozioni che non provo, lascio libera la mente, ma quando torna indietro, il paesaggio è sempre quello, il bianco è bianco, il freddo è freddo e il niente rimane niente. Mi sento tanto triste.. forse le lacrime che scendono sono il gelo che a volte riesce a sciogliersi dentro me... ma fa ugualmente freddo.
Guardo il cielo sopra di me, mi sento sempre più triste.. sempre più triste..chiudo gli occhi.
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17 luglio 2011
Spegnermi
Vorrei tanto sparire, non esistere più..volatilizzarmi. Vorrei non alzarmi la mattina, vorrei non dover far niente, solo spegnermi. Non ho forza per affrontare i giorni, non ho la voglia di farlo, sono solo tanto tanto stanca. Ogni mattina è la stessa schifosa sensazione di pesantezza nel petto, un macigno che non riesco a staccarmi di dosso, ogni mattina un attimo prima di aprire gli occhi, già lo sento, è lì, pronto a non farmi respirare. Mi sento stanca di qualsiasi cosa, arrabbiata per qualsiasi cosa e mi sento tanto triste, quella tristezza profonda che ti parte dal cuore e pervade tutto il corpo e la mente. Ho perso la pace, la tranquillità di vivermi i giorni in modo pacato, senza pesi, senza sensi di colpa, senza bisogno di farmi male per sfogare qualcosa che mi ferisce dentro. Forse non l'ho mai avuta veramente, ma credo che a volte ho avuto l'illusione di averla..invece ora è tutto così buio, grigio e pesante, che non mi va neppure più di pensare di combattere..non ne vale la pena..meglio lasciarmi andare..sarà pure più facile e vigliacco, ma tanto non devo dar conto a nessuno, se mi voglio distruggere mi distruggo, che importa? Mi viene da andare a vomitare? Ci vado, senza farmi tanti problemi sul perchè, ci vado quando mi pare, non riesco più a sopportare niente, sento solo tante bastonate sulla schiena, ma io sono già a terra, che motivo c'è ancora da farmi andar più giù? Tanto non ho forza per rialzarmi, me ne rimango sdraiata con la faccia a terra e aspetto che passi..nel frattempo spero tanto di addormentarmi, così non devo sentire nient'altro e non voglio nemmeno sognare a dire la verità..tanto, o sono incubi o sono sogni e se sono sogni, tornare alla realtà farà ancora più male. L'altra notte ho sognato di andare a cavallo al galoppo, ho provato una sensazione di totale benessere, che quando mi sono svegliata e mi sono accorta che non era vero niente, mi sono sentita più triste di prima, ho provato nel sogno un'emozione che nella realtà me la scordo. Vorrei solo essere libera nel cuore e nella mente, libera da me stessa, dagli altri, dai pensieri..da tutto.. Libera da questo peso, dalla forza che non ho.
Sono troppo stanca, voglio solo spegnermi..
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13 luglio 2011
Bastarmi..
A volte ho l'impressione, anzi la certezza che non mi basti, che non basti a me stessa. Ho l'impressione che mi manchi quel qualcosa che forse normalmente bisognerebbe avere, quel qualcosa che mi faccia accettare me stessa per quello che sono, con tutte le mie emozioni e stati d'animo. Non parlo dell'accettarsi fisicamente, parlo proprio del sentire le mie emozioni e viverle normalmente e non facendomi fuori, parlo del vivere le mie emozioni senza il bisogno che mi spinge ad andare in bagno, senza legare le mie emozioni al mio stomaco, ma vorrei che si fermassero nel cuore, tenerle lì e godermele,belle o brutte che siano, non avendo la necessità di vomitarle fuori. Vorrei che i pensieri non si collegassero al mio assurdo bisogno di farmi male, vorrei trovare quel qualcosa per cui valga la pena di avere questa vita, come dice la Nannini in una sua canzone, ci sarà pure quel qualcosa che mi spinga in avanti in modo sano e non in modo sbagliato, che mi dia la forza la mattina di alzarmi e sorridere nonostante tutto, che mi scuota che mi dia quel qualcosa in più, che mi convinca che vale la pena di viverle queste emozioni, questi pensieri, che lo so che andando in bagno a vomitarli non risolvo niente, però intanto ci vado. Mi sento troppo piena di tutto, troppo stanca per sopportare altro, troppo stufa per caricarmi anche il peso di me stessa, dei miei pensieri e dei miei stati d'animo incostanti e confusi, rabbiosi e depressi, aggressivi e spossati. Ma nonostante tutto, non sono abbastanza forte per fermarmi prima di attraversare quella dannata porta e pensare a me, penso invece che sia una buona alternativa da fare, alternativa a cosa ancora non l'ho capito, però è quello che mi viene in mente. Basta un pensiero, che dopo due secondi non mi ricordo nemmeno più quale fosse, però è bastato a farmi saltare il pallino di andare a vomitarlo e una volta che l'ho preso in considerazione è come un martello che batte incessante e mi dice "vai, vai, vai.." e io penso che non ci voglio andare e mi inchiodo alla sedia, ma quel martello continua a battere e insiste "vai, vai, vai.." e automaticamente comincio a sentirmi piena, nella pancia, nella mente, dappertutto e diventa così insopportabile che cedo e accontento quella parte di me che vorrei strapparmi da dentro e gettare via, dimenticarla. Odio quel "vai, vai, vai.." incessante, come la goccia che corrode la roccia, alla fine mi sta corrodendo, mi sta togliendo le forze da dentro, piano, piano, ma inesorabile. Non posso pensare a niente che subito mi scatta il pensiero di andare a vomitare, non posso sentirmi bene e non posso sentirmi male..in effetti alla fine è questo: non sentirmi, mi anniento, mi annullo. In fondo il vomito cos'è, se non una droga che mi anestetizza da me stessa? Una valida alternativa al non sentirmi così..così in generale. Una cosa da fare, un'abitudine, una tappa nell'arco della giornata. Più di una tappa, veramente..facciamo anche due..giusto per rovinarmi ben bene lo stomaco e l'esofago..ora divento cinica, lo sento..per fortuna ho già vomitato, mi sono tolta il pensiero, posso permettermi di sentire la rabbia senza il chiodo fisso che poi devo andare a vomitarla. Sono stanca..stanca di vomitare, stanca di non voler smettere (inutile scrivere il verbo riuscire, evidentemente non lo voglio, vero?), sono stanca di sentirmi piena, satura di tutto e sono stanca, cazzo, sono stanca di essere stanca. A volte penso che basta, da oggi mi vivo le emozioni così come vengono, quali che siano e al momento, lì per lì, mi sembra un'ottima cosa..poi mi salta un pensiero in testa e contemporaneamente il bisogno di vomitare, cerco di ricordare quale cazzo di pensiero schifoso fosse, mi scervello, ma niente..il vuoto assoluto, non voglio ricordarlo..ricordarlo significherebbe poterlo analizzare e affrontare in maniera sana, razionale..allora penso, che cazzo, nel frattempo vado a vomitare, ormai..poi ci penserò..
Non che voglia grandi cose..vorrei solo essere libera, respirare a fondo, sentire l'aria che mi scorre dentro, quella brezza leggera che quando entra nei polmoni, comincia a scorrere nelle vene, come un pizzicore che dà il gusto di respirare ancora, di assaporare ancora un po' il benessere di un semplice respiro. Quell'aria che dà una leggera scarica di adrenalina, che può anche far pensare che in fondo è bella la vita, senza pensieri, senza malesseri, senza strani bisogni di farmi fuori, di farmi male, di vomitare. Vorrei godere un po' di più delle piccole cose, se un giorno ci riuscirò, so che guardandomi indietro vedrò che ho perso solo un sacco di tempo, un enorme quantità di tempo prezioso che mai nessuno mi ridarà, che tutti i minuti passati a vomitare potevo spenderli godendomi qualcosa di bello. Ma queste sono solo tante cazzate moraliste, stasera sarà lo stesso o domani, chissà, devo darmi tempo e imparare che basto a me stessa, che sono io quel qualcosa per cui vale la pena, e questo è un pensiero totalmente razionale, parte dalla mente e dovrebbe partire dal cuore. Dovrei sentirmi di più, non annullarmi, non essermi indifferente, dovrei tagliare quel filo che lega un pensiero all'andare in bagno, dovrei disintossicarmi da questo. Dovrei disintossicarmi dalla me stessa lesionista, dovrei prendere le cose con più semplicità e un tocco di egoismo in più...
Dovrei tante cose, dovrei..
Non che voglia grandi cose..vorrei solo essere libera, respirare a fondo, sentire l'aria che mi scorre dentro, quella brezza leggera che quando entra nei polmoni, comincia a scorrere nelle vene, come un pizzicore che dà il gusto di respirare ancora, di assaporare ancora un po' il benessere di un semplice respiro. Quell'aria che dà una leggera scarica di adrenalina, che può anche far pensare che in fondo è bella la vita, senza pensieri, senza malesseri, senza strani bisogni di farmi fuori, di farmi male, di vomitare. Vorrei godere un po' di più delle piccole cose, se un giorno ci riuscirò, so che guardandomi indietro vedrò che ho perso solo un sacco di tempo, un enorme quantità di tempo prezioso che mai nessuno mi ridarà, che tutti i minuti passati a vomitare potevo spenderli godendomi qualcosa di bello. Ma queste sono solo tante cazzate moraliste, stasera sarà lo stesso o domani, chissà, devo darmi tempo e imparare che basto a me stessa, che sono io quel qualcosa per cui vale la pena, e questo è un pensiero totalmente razionale, parte dalla mente e dovrebbe partire dal cuore. Dovrei sentirmi di più, non annullarmi, non essermi indifferente, dovrei tagliare quel filo che lega un pensiero all'andare in bagno, dovrei disintossicarmi da questo. Dovrei disintossicarmi dalla me stessa lesionista, dovrei prendere le cose con più semplicità e un tocco di egoismo in più...
Dovrei tante cose, dovrei..
2 luglio 2011
Oggi non ho tempo..oggi voglio stare spento..
Oggi è uno di quei giorni da non rivivere..uno di quei giorni in cui penso che mai e poi mai potrò più risalire, in cui tutto mi opprime, mi schiaccia e mi soffoca come mai penso sia successo. Oggi è uno di quei giorni che dura da troppi giorni, uno di quei giorni fatto da infinite ore che si susseguono senza sosta, scanditi dalla notte e dal giorno, dal sorgere del sole e dal chiarore della luna che però non servono a distinguere il lunedì dal martedì o il sabato dalla domenica. Tutto è uguale, la notte è notte e il giorno è ugualmente notte..è talmente buio che il sole lo scambio per la luna e il mio cuore è così pesante che non riesce a vedere il cielo azzurro di fine giugno. Il mio animo è così triste che tutto è grigio come fosse una cupa giornata di novembre, in quell'ora del pomeriggio dove ormai è quasi notte ma il cielo non è proprio buio da poter vedere le stelle, è grigio, tetro e così offuscato che sembra ti stia ad un centimetro dalla testa. Oggi è un brutto giorno, un pessimo giorno..di quelli che mi sento morire dentro e il freddo mi ghiaccia le ossa anche se fuori ci sono 30 gradi. Oggi è un giorno come ieri e come domani in cui le lacrime non si contano e non si consumano mai. Il peso che mi affonda non si placa e non so come farlo alleggerire almeno un po'. Oggi è un giorno in cui mi sento così pesante dentro che non riesco a mandar giù niente, in cui la mia mente è talmente lontana e confusa che non manda impulsi al mio corpo se non quello di piangere e piangere. Il letto è l'unica possibilità che prendo in considerazione, perchè fuori fa troppa paura e troppo dolore..fa troppo male uscire e affrontare il mondo, perchè aldilà di quelle mura avrei bisogno di troppa forza per fare anche solo un passo verso una qualsiasi meta, la forza l'ho finita, esaurita in una della ultime lacrime, è troppo fievole per risalire verso il cuore e dargli la forza di combattere contro la vita o i pensierei che mi vogliono affondare, contro il mio farmi male inesorabile, sbagliato e meschino che mi distrugge ancora di più. Ma non basta mai, ho la strana abitudine di aggiungermi dolore al dolore, il paradosso di farmi male più sto male..ma come si fa a risalire? Non lo ricordo più..sembra così difficile e lontano riuscirci, così impossibile..Ancora devo toccare il fondo per risalire? Mi sento una morsa forte forte nel petto, un dolore insostenibile..ho la sola sensazione che abbandonarmi sarebbe la miglior cosa, certo la più facile e vigliacca, ma quando non si hanno più le forze, cosa rimane?
Oggi è un giorno che vorrei non rivivere mai, oggi è un giorno che il petto me lo sento talmente schiacciato che non capisco come faccia a respirare, oggi è un giorno di quelli dove i miei unici sfoghi sono i più sbagliati: quelli che uso per scacciare il dolore che ho dentro, quelli dove combatto contro me stessa cercando una tranquillità che non dura neanche più un secondo: come una dose per il tossico che a lungo andare non basta mai, oggi la lama non sembra abbastanza affilata e il vomito non sufficiente a farmi svuotare di questa angoscia. Oggi è uno di quei giorni orribili in cui non credo nella vita o nella felicità o nella pace, vorrei solo sfogare questo peso da dentro..in qualsiasi modo, basta che se ne vada, qualsiasi modo purchè mi lasci in pace, qualsiasi modo pur di poter dire ok, ce la posso fare. Come si fa? Se mi guardo dentro vedo solo buio, un enorme voragine buia, non fa paura, ormai la conosco, ma fa male..tanto male..vorrei mandar via questo male.
Oggi è un giorno da non vivere, da star spenti che tanto tutto è inutile..ho tanto freddo dentro..
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